Fooling around

Il primo giorno, intendo, il primo giorno dopo quello in cui metti piede a meno nove di fuso orario e non capisci bene nemmeno da che parte sei girato, è uno di quelli in cui tutto quello che stai cercando ti sfugge dalle mani, e allora ti succede che invece che finire da Dottie’s, la migliore colazione di San Francisco, capiti fino a Japantown, sotto quell’imbarazzante pseudopagoda modernista che secondo me i giapponesi odiano, ma non lo dicono.

Anyway, non ancora nello stato mentale da esploratori veri, sorvoliamo solo in superficie questa Tokyo-in-a-box, pronti per dare un’occhiata a Fillmore e ai suoi locali jazz. Dobbiamo scappare in fretta, ma torneremo. Ci aspetta una conferenza sugli ARG al Web 2.0 expo. Conferenza interessante, Elan Lee è un mito. Ma Expo deludente. Salvo solo i ribbon, ottima idea playful per il social networking. La crisi c’è e si sente, ma almeno Elan Lee mi ha promesso di intercedere per me con l’inarrivabile Jane McGonigal, regina delle realtà alternative.

Ci siamo dentro fino al collo, e ci facciamo del male, malissimo, camminando ancora fino al ferry building. La zona che dal Moscone Center arriva al primo avamposto umano fatto di organic food e bizzarre sculture di Cupido è piuttosto anonima, al netto dello stadio dei Giants, dove vorremmo vedere almeno due-tre fuoricampo dritti nell’oceano prima di ripartire. Gli hot-dog del ferry paiono straordinari, ma potrebbe essere la fame.