Sorry, we’re closed
Se tra i mille luoghi comuni che ti ha snocciolato il parentado prima che tu partissi c’è quello della lunga notte californiana – che inizi a cenare a mezzanotte e poi prosegui dritto fino alle sei senza passare dal via –, allora vuol dire che sì, anche questa volta, hanno proprio sbagliato.
Insomma tu vai in America magari con l’idea di vivere toda la noche (ma senza dirlo) e poi ti ritrovi lì alle nove di sera a fissare il soffitto della camera da letto prima di piombare nelle braccia di Morfeo.
Qualcuno potrebbe pensare che forse – anzi, sicuramente – la stanchezza nelle braccia e nelle gambe possa richiedere più ore del previsto.
È che non è proprio così.
Cioè, tu ci provi. Esci alle ottoemezzapiemme alla caccia del più bel locale thai. Stasera ho voglia di noodles piccanti. In fondo a questo block dovrebbe esserci proprio un locale adatto. Eccolo, entriamo.
Sorry, we’re closed.
Come closed? Ma ci sono due tavolini occupati, sono appena le ottoemezzapiemme, eccavolo.
La caccia prosegue lunga ed estenuante.
Closed, closed, closed.
Sono le noveeunquartopiemme e ormai tutte le saracinesche sono abbassate.
Subway invece resiste. È uno dei pochi che ti salva dalla fame.
L’ora di cena, impari presto, si estende tra le sei e le setteemezza. Non sperare di entrare dopo.
Ed entro tre giorni scoprirai che la tua giornata in San Francisco si svilupperà dalle sette del mattino e le nove di sera.