Terrible lie

Disclaimer: post vagamente scanzonato che però va a ticugnare il menosissimo tema della religione in modo raffazzonato e assolutamente cazzaro. Nessuna offesa intesa. Se sei permaloso/a chiudi questa pagina adesso. Se sei iper credente e permaloso, prima chiudi questa pagina, poi fatti delle doverose domande. Tanto per, neh. T’ho avvisato.

Forgive me if I’ve written this before, but as a man – or a woman, or an hermaphrodite for that matter – grows older, his/her ability to recall things, thankfully, gets hazy. Besides, this was one of the formative experiences of my life, so why not come at it from another angle?

Quindi a Pasqua vado a messa. Nell’unica chiesa in grado di accogliermi senza prendermi a pietrate di biblica memoria. Quella, insomma, che è in grado di santificarmi consenzientemente un jazzista nero, John Coltrane. E di fare messa a colpi di jazzset nostop tre ore tre di fiato. Gospel è esagerato. Diciamo piuttosto una catarsi ricercata e anelata, imperlata di sudore e di movimenti via via meno umani e sempre più ritmicamente amorfi e scollegati. Un sabbah nero. In chiesa. Dio, avresti voluto esserci.

Sweet Jesus, guidaci tu per i sentieri nascosti di S. Francisco. E mentre la temperatura aumenta e la pasqua sembra skillarsi di nuovi colori e vibrazioni, ti perdi nell’assolo, l’amplesso mancato, del sassofonista madido davanti, nel tip tap sgangherato della coppia posta su apposita pedana, ti incastri nel pensiero rosa antico del bauletto di bimba che avevi, del movimento meccanico compiuto dalla ballerina una volta aperto, in eterno, e ti pianti ancora sul fermo immagine loopato del tip tap. Perdi il controllo del flusso, but deliver us from evil, finché l’occhio cade colpevole e consapevole sul prete che di regolare bianco vestito sventaglia la chioma a tempo di tastiera. Ci sono quelli che fanno i nodi – i voti – alla cinta della veste. Ma è so yesterday. Questo figlio di dio si è votato fino all’ultimo rasta. E l’ultimo rasta gli arriva sotto al ginocchio. Forgive me Lord, for I have sinned. Giovane, abbronzato e di barba incolta scatta con le mani verso il cielo, la manica larga tradisce un doppio polso scoperto e nessun occhio severo di icona immortale può impedirmi il pensiero torbido e immorale scaturito dalla purezza infinita di quel biancore così improvvisamente sbucato dalla rigidità inamidata della tunica. Una geisha nell’atto del versare del te non avrebbe saputo destare maggiore delizia. Qui dentro fa decisamente troppo caldo. Il Cristo nero mi fissa torvo. I miei due soci mi trascinano via, prima che sia troppo tardi. Prima che i nostri timpani vadano in game over. Prima che dio parli da un sassofono. O dall’anagramma del pentagramma creato dal tip tap.


What next? Perhaps we’ll be able to insure ourselves against trains being late, or condoms splitting, or vodka making us lose our jobs and beat up our partners? The possibilities, surely, are endless. And it’s in this spirit that we shouldn’t allow mere considerations of personal safety to stop us from picking up that phone and making that booking. No need to worry if you haven’t got the $ 107k to pay cash down, Dickhead is “democratising” space travel, so a mere two million air mile clocked up on his mundane aircraft will also secure you a ticket. Huzzah!

- PsychoGeography, Will Self, Ralph Steadman

  1. stockton posted this